La festa del Redentore

pubblicato: 15 Luglio 2007

categorie: guida a venezia, storie e leggende

Tra il 1575 ed il 1577 la popolazione veneziana fu decimata da una terribile epidemia di peste. Le vittime furono più di cinquantamila e tra queste molti personaggi importanti dell’epoca. Il 4 Settembre 1576 il senato, ormai disperato davanti ad una calamità che pareva non aver fine, decretò la costruzione di una chiesa intitolata a Cristo Redentore “che i sucessori anderanno solennemente a visitare…a perpetua memoria del beneficio ricevuto”.

A meno di tre mesi dalla posa della prima pietra la peste cessò e il doge, i nobili, i magistrati, gli ecclesiastiastici e tutto popolo attraversarono il bacino su un ponte di barche per raggiungere la chiesa e ringraziare il Signore ( in realtà la costruzione era ancora ben lontana dal poter essere definita chiesa e ci vollero altri 15 anni perchè fosse conclusa!). Era la terza domenica di Luglio del 1577.

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Da allora, ogni anno, nella terza domenica di luglio i veneziani festeggiano il Redentore dando vita ad una delle celebrazioni più caratteristiche della tradizione. E’ una festa molto sentita dai veneziani, non soltanto nella sua componente religiosa ma anche e sopratutto in quella più goliardica.

Il ponte di Da Ponte

pubblicato: 5 Febbraio 2007

categorie: storie e leggende, arte & co.

Mi sono accorta che negli ultimi tempi sto trascurando un po’ uno degli obbiettivi di questo blog: parlare di Venezia e delle sue meraviglie. Beh, ho continuato a mostrarvi foto e a fare dei riferimenti alla vita in laguna, ma è da troppo tempo che non dedico un post a descrivere monumenti o luoghi della città.

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In attesa di potervi mostrare “in anteprima” le foto del quarto ponte sul Canal grande, ho deciso di parlarvi dei tre già esistenti. Inizierò dal primo in ordine cronologico e di notorietà: il ponte di Rialto.

Questo è indubbiamente uno dei luoghi simbolo di Venezia, uno di quelli che non sfuggono alle macchine fotografiche dei giapponesi in vacanza! E come biasimarli, è splendido! Eccovi una tipica immagine da cartolina, tutti voi l’avrete vista almeno una volta nella vita.

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Fino al XVIII secolo rimase l’unico punto di attraversamento pedonale del Canal grande. Il primo ponte fu costruito attorno al 1180 ad operà di Nicolò Barattieri. Questo subì nei secoli sucessivi modifiche e riedificazioni l’ultima delle quali venne distrutta nel 1444 in un singolare modo. Il ponte crollò a causa della troppa gente stipata sull’arcata ad ammirare il passaggio in barca della Marchesa di Ferrara. Il gossip faceva i suoi danni anche nel 1400!

Nel 1524 fu indetto un concorso per la costruzione del nuovo ponte al quale parteciparono alcuni tra i maggiori architetti del periodo. Presero parte al concorso Michelangelo, Jacopo Sansovino, Vincenzo Scamozzi e Andrea Palladio, per fare soltanto i nomi più celebri.

Vennero presentati progetti di ogni tipo, dai più stravaganti e difficilmente realizzabili ai più classici. Un architetto progettò di costruire sopra il ponte un palazzo di tre piani cosa assai complessa da far stare in piedi e a mio parere di gusto assai discutibile.

Il Palladio propose un ponte a 5 arcate e sormontato da un tempietto classico con tanto di colonne e timpano. Questo progetto fu immediatamente scartato perchè impediva la navigazione. Non fu mai realizzato ma possiamo visualizzare come sarebbe stato grazie ad un bellissimo dipinto del Canaletto che presenta una variante a tre archi tratta dal progetto originale.

Non so cosa ne pensiate voi….ma io preferisvo quello che noi tutti conosciamo!

Su tutti gli illustri architetti ebbe la meglio Antonio da Ponte, che in qualità di proto, mediò tra diversi progetti e fece erigere nel 1592 uno dei ponti più famosi del mondo. Che dire, nel nome un destino!

Il ponte è alto 7,5 metri, è ad un’unica arcata ed è diviso in tre percorsi pedonali, due esterni dai quali si può ammirare il Canal grande, ed uno interno nel quale puoi farti spennare dai negozianti. Le tre “corsie” sono infatti separate da due file di botteghe per lo più di maschere e souvenirs. E’ interessante notare come il ponte sia stato concepito come luogo di commercio già nel progetto iniziale.

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Esiste una leggenda a proposito della costruzione del ponte. Si narra che, nonostante la maestria degli operai e la qualità del progetto di Da Ponte, per diverse settimane il ponte restò incompiuto poichè la rampa veniva eretta di giorno e distrutta la notte. Sebastiano Bortoloni, il capo cantiere, era un giovane al suo primo incarico importante. Preoccupato per le sorti della sua carriera decise di scoprire cosa capitava alla sua opera durante la notte. Al calar della sera si appostò in prossimità del cantiere, e attese di vedere cosa succedeva.

A mezzanotte sentì uno spaventoso fragore, seguito da un’agghiacciante risata e vide il ponte crollare davanti ai suoi occhi. Si presentò davanti a lui il diavolo chiedendo, in cambio della costruzione del ponte, l’anima della prima persona che l’avrebbe percorso. Il povero Bortoloni, disperato e preoccupato per l’immimente nascita del suo primo figlio, decise di accettare, convinto di riuscire in qualche modo ad imbrogliare il demonio. Il diavolo fu di parola, ed in breve tempo il ponte fu concluso.

Bortoloni aveva architettato un sistema che evitasse il sacrificio umano; al sorgere del sole avrebbe liberato un gallo sul ponte che lo avrebbe attraversato ignaro della sua triste sorte. Daltronde, l’accordo non parlava di un passante umano! Sollevato per aver trovato una soluzione, andò a cena con gli operai ed ordinò alle guardie di non fare accedere nessuno al ponte fino al suo arrivo.

Ma il demonio capì l’inganno e travestitosi da operaio andò dalla moglie di Bortoloni a dirgli di raggiungere immediatamente il marito in cantiere. Le guardie, vedendo di chi si trattava, non si opposero al passaggio della donna. Dopo qualche minuto, Bortoloni senti dei rumori in direzione del ponte, uscì a guardare e si accorse di aver perso. Chiara perse il bambino e morì di parto il giorno seguente.

Si dice che l’anima del bambino non battezzato vagò nel ponte per molto tempo e nelle notti più fredde, passando sotto il ponte lo si poteva sentire starnutire sommesamente. Un giorno un vecchio gondoliere di passaggio senti starnutire e come di consueto esclamò “salute!”. Sentì una dolce voce infantile rispondere “grazie!” e da allora, l’anima del bimbo finalmente liberata potè salire in cielo.

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