La storia infinita

pubblicato: 12 Ottobre 2008

categorie: Novità a Venezia, vita universitaria

Non so mica se arrivo alla fine del semestre continuando così! Dopo una settimana di lezioni sembro uno straccio, ma che dico una straccio, un mocio vileda che ha appena pulito uno stadio olimpico. Quest’anno si sono impegnati veramente tanto nel fare l’orario, hanno impiegato tutte le loro energie a trovare la soluzione migliore per impedirci di avere una vita sociale. E il bello è che ci stanno anche riuscendo!!! Giusto per darvi un’idea di cosa parlo…

  • 4 ore di Chemiometria
  • 6 ore di Chimica delle superfici, interfasi e colloidi
  • 4 ore di Processi di acquisizone ed analisi delle immagini
  • 8 ore di Laboratorio di conservazione dei manufatti IV
  • 3 ore di Metodologie per la ricerca storico archivistica

…per un totale di 25 ore settimanali.

La cosa divertente è che i docenti si aspettano che, tornando a casa tutti i giorni alle 18:30/19:00, gli studenti siano in grado di rivedersi la lezione del giorno. Poveri pazzi! Io poi, che sono ancora alle prese con gli esami del vecchio semestre, non mi sogno nemmeno di “perdere tempo” prezioso a RIVEDERE la lezione del giorno! Ma lasciamo stare le lamentele da studentello frustato. Credo di avere un bel po’ di arretrati da raccontare.

Ultime dal Ponte di Calatrava…

L’epopea sembrava finalmente conclusa ma a quanto pare non lo era affatto! Nell’ultima settimana ho seguito l’evolversi della cosa attraverso il susseguirsi dei titoli di giornale (e chi ha tempo di leggere l’intero articolo!) ed era diventata quasi una abitudine per me andare a vedere cosa c’era di nuovo; “Polemiche per l’inaugurazione mancata”, “Troppi ruzzoloni sul ponte, metteremo un cartello”, “Troppe querele, lo studio si arrende: rifaremo i gradini!”.

Vi chiederete voi…ma cosa mai avrà questo ponte? Ve lo spiego subito. I gradini di vetro e trachite della (bellissima, meravigliosa…stupefacente -P ) arcata sono particolarmente bassi e questo rappresenta di per se già un problema per la popolazione locale mediamente alta. Per ovvie ragioni non lo è per me che sono sarda!

Il problema principale è però che alcuni gradini hanno larghezza doppia rispetto a quelli che li precedono e li seguono per cui è praticamente impossibile trovare un ritmo di camminata adeguato. Questi doppi gradini sono anche infidi perchè non si riesce ad avvertirne la presenza se non all’ultimo momento…quando ormai è troppo tardi! Cosa comporta tutto ciò? Ruzzoloni ed infortuni sono all’ordine del giorno e lo studio dell’architetto spagnolo è stato subissato di lamentele!

Così adesso si sta cercando di trovare una soluzione. Lo studio si è offerto di sostituire i 24 gradini incriminati, ma il sindaco Cacciari non sembra essere affatto d’accordo.  Così pare che metteranno delle striscie giallo fosforescente in modo da renderli più visibili. Insomma una porcheria! Vi terrò aggiornati sui prossimi svolgimenti.

Per la serie impara l’arte…

La mia facoltà mi sta offrendo un’altra fantastica opportunità per un futuro impiego nel mondo del lavoro. Dopo aver imparato a battere il ferro come Bastilani, a fare pregiati cotton fioc artigianali, a lucidare accuratamente le stoviglie (reali e non), e a svolgere tante altre meravigliose attività, quest’anno è arrivato il momento di diventare un provetto muratore! Ma come, direte voi, non sei iscritta alla facoltà di chimica del restauro? Certo, ma sapete, di questi tempi per i ricercatori non tira una buona aria per cui è meglio iniziare a cercarsi altri sbocchi lavorativi.

Scherzi a parte sono due settimane che andiamo avanti a fare malta/intonaci ed a metterli in opera e devo dire che, a parte la stanchezza a fine giornata, non mi vedo tanto male nel ruolo del piccolo murer. Il motivo di questa nostra anomala attività è presto detto: stiamo imparando a realizzare diversi tipi di pitture murali (grafito, affresco e pittura a secco) per poterli poi degradare e restaurare. Eh si, sembra una follia ma è proprio così! Dopo tutta la fatica che faremo a creare delle pitture quantomeno decenti, la prof arriverà con i suoi attrezzi di distruzione e simulerà alcune delle situazioni di degrado più frequenti!

Dopo questa breve introduzione posso finalmente spiegarvi il motivo del mio interminabile bucherellare dell’altra sera; stavo preparando il cartone per trasferire su muro il mio disegno tramite la tecnica dello spolvero. Sicuramente molti di voi sapranno già in cosa consista, ma per i non addetti ai lavori ecco una brevissima (promesso!) spiegazione.

La tecnica dello spolvero è stata introdotta nel Rinascimento ed è stata applicata prevalentemente alla pittura ad affresco. Nell’affresco i pigmenti vengono stemperati in acqua ed applicati direttamente sull’intonaco fresco cosa fondamentale affinché avvenga il processo di carbonatazione che ne permette la lunga durata. La natura della tecnica pittorica richiedeva una certa rapidità di esecuzione per cui l’artista doveva arrivare al momento della realizzazione con le idee molto chiare. Il disegno veniva realizzato in scala 1:1 su fogli di carta che venivano uniti in modo da formare il cosiddetto cartone. Questo, una volta adagiato sulla parete, permetteva il trasferimento del disegno sul muro da affrescare. Esistevano diversi metodi per farlo ma, non volendo tediarvi con le mie spiegazioni mi limiterò a descrivere lo spolvero. Nella tecnica dello spolvero il cartone, prima di essere posizionato sulla parete, veniva forato con un punteruolo lungo i contorni delle figure. Dopodiché si “tamponava” la superficie con un sacchetto di garza impregnato di pigmento ( in genere carbone o sanguina) in modo che passando attraverso i fori questo lasciasse una traccia sull’intonaco.

Spero di essere stata abbastanza chiara nella mia spiegazione ma, se così non fosse, sono sicura che su internet possiate trovare una gran quantità di informazioni a riguardo. Giovedì mi sono cimentata nella realizzazione del mio primo grafito mentre la settimana prossima mi toccherà l’affresco. Vorrei tanto potervi mostrare quello che le mie manine hanno realizzato, ma con la testa che mi ritrovo, mi sono scordata le foto che avevo fatto nel computer del laboratorio. Prometto di rimediare nei prossimi giorni.

Avrei tante altre cose da raccontare ma forse è meglio che mi fermi sia perché devo rimettermi a lavorare al mio articolo e sia perché altrimenti mi arriverà qualche vostra maledizione. Riprenderemo la chiacchierata nei prossimi giorni!

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Il ponte di Calatrava II

pubblicato: 17 Settembre 2008

categorie: Novità a Venezia, guida a venezia

Sottotitolo:  Shhhh…se no ci scoprono!

Quando nessuno ci sperava più… quando tutti avevano smesso di chiedersi la data in cui l’avrebbero fatto… quando ormai sembrava che non sarebbe più successo…il ponte di Calatrava è stato aperto! (Per motivi di forza maggiore vi comunico l’evento con un terribile ritardo. Scusatemi!). Pardon, Ponte della Costituzione volevo dire. Eh si, perché dopo aver cambiato nome a questo benedetto ponte una ventina di volte finalmente sono riusciti a mettersi d’accordo! Ed ora è ufficiale, il ponte di Calatrava ha un nome!!!

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Era stato fatto addirittura una specie di referendum popolare per stabilirlo; si era parlato di Ponte delle do Sante, Ponte di Santa Lucia e poi infine si era deciso per Ponte della Zirada per sottolineare la curva che fa il canale in quel punto. Da dove diavolo hanno tirato fuori Ponte della Costituzione allora? Se qualcuno sa rispondere a questa mia domanda è pregato di farlo. Per me, e credo per il 99% dei veneziani resterà sempre il Ponte di Calatrava! Peggio per loro che ci hanno messo così tanto a prendere una decisione!

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L’inaugurazione è stata fatta nella notte dell’11 Settembre (giornata fortunata direi!) anche se parlare di inaugurazione fa un po’ ridere. Per volontà del sindaco infatti non è stata fatta nessuna cerimonia ufficiale ma soltanto una allegra “bevuta” ai piedi del ponte con le maestranze. A detta sua, questo era il modo migliore per dare il benvenuto a questa colossale opera architettonica; niente riti pomposi con taglio del nastro, autorità e compagnia cantante, ma solo una familiare festa con le persone che hanno collaborato alla sua realizzazione.

Fin qui niente di strano se non fosse che la cittadinanza non era stata avvisata.  Le poche persone che hanno potuto godere della festicciola sono state i molti turisti che si trovavano a passare di lì e il pugnetto di veneziani che si trovava a piazzale Roma per altri motivi. Tra questi anche la sottoscritta! In realtà non ho partecipato veramente alla cosa, perchè quella sera avevo già preso altri impegni, ma posso dire di essere stata tra i primi ad attraversare il Canal Grande sul ponte di Calatrava.

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Mentre aspettavo l’arrivo del mio cavaliere, ho potuto buttare un’occhio dietro le transenne che ancora non erano state abbattute e curiosare un po’. Quello che ho visto era quanto di più lontano si possa immaginare di vedere all’inaugurazione di un ponte. C’era un minuscolo gazebo sotto al quale si trovavano, quasi abbandonati lì per caso, un piccolo tavolino pieghevole, due sedie, uno scatolone di cartone e un boccione di vino. Sopra il ponte, ancora chiuso al transito, un ristretto gruppo di persone andava avanti e indietro scattando qualche foto sotto l’attento controllo degli addetti alla sicurezza. Lì per lì ho creduto che la festa dovesse ancora iniziare e che quello fosse solo un piccolo anticipo per gli addetti ai lavori. Ma mi sono dovuta ricredere quando al mio ritorno (verso mezzanotte e mezza) era già tutto finito.

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Che il sindaco abbia deciso di non divulgare la notizia per paura di non riuscire a contenere la folla o meglio che il ponte non fosse in grado di contenere la folla?  Eh sì, perchè di questo ponte se sono dette tante, e qualcosa di vero dovrà pur esserci! Durante la fase di realizzazione le maestranze sono andate incontro a innumerevoli poblemi dovuti per lo più alla scarsa conoscenza da parte dell’architetto del contesto in cui doveva essere inserito il ponte. si è iniziato col dire che avevano sbagliato i calcoli e la rampa non arrivava dall’altra parte del canale, poi che non si sapeva come portare l’arcata in sede, poi  che i gradini di cristallo erano stati fatti sbagliati  e andavano rifatti (tutti!) e poi ancora che la fondamenta non avrebbe retto sotto la spinta dell’arcata e che il ponte sarebbe sprofondato.

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L’ultima notizia è che a quanto pare è stata nominata una commissione speciale che dovrà vigilare sul ponte e verificarne quotidianamente la stabilità! Non so bene come si svolgera la cosa, forse si metteranno in fila sotto al ponte e al momento giusto faranno partire un urlo… “ATTENZIONE!!! IL PONTE STA PER CROLLAREEEEE!”. Ah, naturalmente saranno pagati profumatamente per farlo!

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Bisogna dire che il nostro caro Cacciari ultimamente ne sta combinando un po’ troppe ai veneziani. Dopo averli privati del privilegio di viaggiare senza turisti sulla linea 3 (ebbene si, la mia amata linea tre non è più vivibile), ora gli ha negato la partecipazione ad un evento così importante per la città. E proprio di un evento si è trattato, dal momento che Venezia aspettava da anni la costruzione di un edificio/struttura che la introducesse nell’era contemporanea. Ricordo infatti che le ultime costruzioni cittadine risalgono al periodo fascista e che tutti i progetti fino ad oggi presentati (ospedale di Le Corbusier  e il palazzo di Wright per citarne solo alcuni) sono restati tali per via delle innumerevoli problematiche di compatibilità con il delicato paesaggio urbano.

A mio parere questo è stato un grande errore da parte del sindaco in quanto la partecipazione all’inaugurazione, il poter dire “Io c’ero!”, avrebbe facilitato l’accettazione del nuovo ponte da molti considerato come un’inutile spreco di denaro. E credetemi, ho maturato una certa esperienza per dirlo! Nei miei innumerevoli viaggi in vaporetto, ad ogni passaggio sotto al ponte, era presente a bordo almeno una coppia di simpatiche vecchiette che avevano osservazioni da fare sull’opera…

A mi sto color proprio no me piaxe”

“Ma ti ti sa quanti anni fa i ga fato el ponte de rialto? 500! E sti qua no xe gnanca boni de farlo star su!”  

“Tuti sti schei butai par niente”  

Per non parlare dei vecchietti che, improvvisati ingegneri, avevano da fare osservazioni sulla tecnica di costruzione. Ma bando alle ciance, voi sarete curiosi di vederlo sto ponte! Ed eccovi accontentati (come al solito basta cliccare sulla miniatura per vedere le foto a maggiori ingrandimenti o guardarle in slideshow):

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Calatrava1 Calatrava2 Calatrava3 Calatrava4 Calatrava5
Calatrava6 Calatrava7 Calatrava8 Calatrava14 Calatrava10
Calatrava18 Calatrava9 Calatrava11 Calatrava13 Calatrava14
Calatrava12 Calatrava16 Calatrava20 Calatrava21JPG Calatrava22


Mi scuso se la qualità delle immagini non è eccelsa ma la collocazione del ponte è un po’ infelice e non è facile fare delle foto che rendano bene l’idea. Ho cercato di documentare tutti i possibili punti di vista in modo che per voi sia un po’ come vederlo di persona. A breve arriveranno anche delle foto in notturna (Andrea, preparati, stasera reportage!!!) così avrete il quadro completo dell’opera e potrete dirmi cosa ne pensate. Io per il momento preferisco non pronunciarmi sull’estetica del ponte per non influenzare il vostro giudizio!

Posso però dire qualcosa sulla sua funzionalità. Era indispensabile? No! E’ utile? Probabilmente si perchè permette di raggiungere la stazione un po’ più velocemente che con il vecchio percorso. Permette anche di smistare un po’ il traffico pedonale, cosa sempre assai gradita in una città che ospita migliaia di turisti ogni giorno! Io personalmente poi, ho una personale antipatia per la fondamenta di San Simeon Piccolo (prima della costruzione del ponte era l’unico collegamento tra piazzale Roma e il Ponte degli Scalzi) ragion per cui sono bel felice di poter passare dall’altra parte del Canale.

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Detto questo bisogna però sottilineare che ci sarebbero state un’infinità di cose più importanti da sistemare a Venezia prima di pensare di spendere denaro nella costruzione di un nuovo ponte. Centinaia di palazzi, chiese e monumenti aspettano di essere restaurati. E non lo dico solo perchè questo in un futuro potrebbe darmi lavoro eh!!!

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Comunque ormai non ha più molto senso fare questi discorsi; il ponte c’è, non si sa quanto resterà in piedi ma c’è! Non ci resta che ammirarlo, sfruttarlo nel rispetto di tutte le persone che ci hanno lavorato e godersi il meraviglioso scorcio sul Canal Grande che offre ai suoi passanti e che io nel mio piccolo offro ai miei visitatori…

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Fiocco azzurro in casa actv

pubblicato: 21 Gennaio 2008

categorie: Novità a Venezia

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Tempo fa ho avuto modo di parlarvi degli innumerevoli problemi di convivenza tra veneziani e turisti nei vaporetti. Potete trovare un piccolo ripassino qui e qui. Finalmente l’actv ha trovato una soluzione! Dopo anni ed anni di attesa è nata una nuova linea urbana (linea 3) completamente destinata a possessori di abbonamento e carta venezia (residenti).

Per citare la locandina ufficiale, il nuovo nato muoverà oggi i suoi primi passi riproponendo lo stesso percorso della linea 1 che, per i non veneziani, consiste nel tragitto Piazzale Roma-Lido via Canal Grande. E’ una tratta sempre affollatissima sia perchè è l’unica linea che prevede tutte le fermate e sia perchè l’idea di una crociera sul canal grande è irresistibile per la maggior parte dei turisti.

Ora che hanno creato una linea tutta per gli abitanti…saremo tutti più contenti e sereni! Niente più valigioni extralarge in mezzo ai piedi, niente più signore intolleranti che brontolano, niente più paura di essere presa per una turista! Ora però voglio proprio vedere come faranno ad assicurarsi che sul vaporetto salgano solo gli aventi diritto!

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W la raccolta differenzata

pubblicato: 13 Giugno 2007

categorie: Novità a Venezia

Con l’esame di Tecniche di indagine stratigrafiche oggi è iniziato in mio semestrale tour de force universitario. La cosa che mi rincuora è che se tutto va bene, questo sarà l’ultimo… almeno per la laurea triennale!

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Ma passiamo ad altri argomenti. Qualche giorno fa è iniziata anche qui la raccolta differenziata porta a porta, un’ottima iniziativa per costringere la popolazione ad una maggiore attenzione nello smaltimento dei rifiuti. Probabilmente non lo sapevate ma qui  a Venezia c’è sempre stata la raccolta a domicilio della “normale spazzatura”.

Ogni mattina, tra le 6 e le 8 passano gli “omini invisibili” e ritirano i sacchetti depositati la notte prima davanti alle porte di casa o nell’ingresso. Questa comodissima pratica ha portato ad una sorta di impigrimento di alcuni veneziani. Nei tre anni che sono qui ho sentito di persone che hanno sempre evitato di differenziare i rifiuti per non dover fare due passi e raggiungere gli appositi cassonetti.

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Ma d’ora in poi le cose cambieranno! La VESTA, l’azienda che si occupa dei servizi pubblici veneziani (acqua, rifiuti, verde pubblico, gas ecc.), provvederà al ritiro dei rifiuti secondo un calendario ben preciso:

- Martedì e Venerdì carta e cartone

- Mercoledì e Sabato vetro plastica ed alluminio

- Tutti i giorni rifiuto residuo

Ciò che mi ha spinto a scrivere questo post è stato, oltre alla mia sensibilità per il problema, il divertente fumetto esplicativo che è stato inviato a casa di tutti i Veneziani. E’ una storiella con testi di Carlo&Giorgio, due simpatici comici veneziani. Leggetelo è troppo carino! Per ingrandire le due pagine cliccate sull’immagine.

     

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