Quell’orrido gabbione bislungo

pubblicato: 25 Febbraio 2007

categorie: foto di venezia, arte & co.

Come vi avevo preannunciato, eccomi qua a parlare del secondo ponte, in attesa di poter, e potervi fare ammirare, l’attesissimo ponte di Calatrava. Anche se devo dire che ormai qui a Venezia si inziano a perdere le speranze!

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Seguendo la logica dell’altro post oggi vi parlerò del II in ordine cronologico: il ponte dell’accademia. Questo, interamente costruito in legno, è il mio preferito perchè è moderno ma allo stesso tempo tradizionale e perfettamente integrato con la città! -)

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Le vicende legate a questo ponte sono un po’ meno controverse rispetto a quello di Rialto, probabilmente perchè questo ha alle spalle 400 anni di storia in meno. Il ponte venne infatti edificato durante la dominazione austriaca nell’intento di creare una sorta di percorso anulare che comprendesse anche il ponte di Rialto.

Il primo, chiamato Ponte della Carità, venne edificato nel 1854. Il nome è dovuto alla sua posizione, frontale al complesso della Carità che comprende Convento, Chiesa di Santa Maria della Carità e la Scuola Grande della Carità. Questi edifici una volta sconsacrati e in disuso, sono diventati sede dell’accademia delle belle arti, ed attualmente ospitano le Gallerie dell’accademia.

La progettazione e l’esecuzione del ponte vennero affidate all’ingegnere austriaco Alfred Neville, grande esperto in nuove tecnologie edilizie. Egli costrui un ponte ad un’unica “arcata” in ghisa, anche se in realtà non si trattava di un’arcata vera e propria ma di una struttura a sviluppo orizzontale.

Questo ponte così “innovativo” non fu ben accetto dai Veneziani che lo definirino orrido gabbione bislungo. Il problema non era tanto la costruzione di un ponte in ghisa, quanto la costruzione di un ponte simile in un punto così nobile della città, a due passi dal bacino di San Marco. Una struttura del genere andava a rovinare l’armonia e la bellezza di quello scorcio che sembra quasi una scenografia teatrale tanto è perfetto!

Col passare degli anni il ponte iniziò a presentare problemi statici, dovuti ad alcuni punti di debolezza della struttura, e di viabilità in quanto la sua modestra altezza rendeva difficile il passaggio delle imbarcazioni. Si decise dunque di farne costruire uno nuovo per il quale fu indetto un concorso d’idee (come 400 anni prima era stato fatto per il Ponte di Rialto).

Nel periodo fascista il ponte austriaco si presentava in avanzato stato di corrosione e venne sostituito d’urgenza da un ponte provvisorio in legno progettato da Eugenio Miozzi. Era una vera e propria emergenza tant’è che venne costruito in tempi record (37 giorni circa) con estrema maestria grazie anche al geniale progetto dell’ingegnere. Questo ponte era talmente provvisorio che lo potete ammirare ancora oggi!

Naturalmente ha avuto bisogno di qualche restauro negli anni ‘80, ma la struttura era talmente stabile e ben progettata da resistere nel tempo. Il povero Duilio Torres, che intanto aveva vinto il concorso, si dovette per cui rassegnare a non vedere realizzato il suo progetto del secondo ponte sul Canal Grande.

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Il ponte di Da Ponte

pubblicato: 5 Febbraio 2007

categorie: storie e leggende, arte & co.

Mi sono accorta che negli ultimi tempi sto trascurando un po’ uno degli obbiettivi di questo blog: parlare di Venezia e delle sue meraviglie. Beh, ho continuato a mostrarvi foto e a fare dei riferimenti alla vita in laguna, ma è da troppo tempo che non dedico un post a descrivere monumenti o luoghi della città.

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In attesa di potervi mostrare “in anteprima” le foto del quarto ponte sul Canal grande, ho deciso di parlarvi dei tre già esistenti. Inizierò dal primo in ordine cronologico e di notorietà: il ponte di Rialto.

Questo è indubbiamente uno dei luoghi simbolo di Venezia, uno di quelli che non sfuggono alle macchine fotografiche dei giapponesi in vacanza! E come biasimarli, è splendido! Eccovi una tipica immagine da cartolina, tutti voi l’avrete vista almeno una volta nella vita.

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Fino al XVIII secolo rimase l’unico punto di attraversamento pedonale del Canal grande. Il primo ponte fu costruito attorno al 1180 ad operà di Nicolò Barattieri. Questo subì nei secoli sucessivi modifiche e riedificazioni l’ultima delle quali venne distrutta nel 1444 in un singolare modo. Il ponte crollò a causa della troppa gente stipata sull’arcata ad ammirare il passaggio in barca della Marchesa di Ferrara. Il gossip faceva i suoi danni anche nel 1400!

Nel 1524 fu indetto un concorso per la costruzione del nuovo ponte al quale parteciparono alcuni tra i maggiori architetti del periodo. Presero parte al concorso Michelangelo, Jacopo Sansovino, Vincenzo Scamozzi e Andrea Palladio, per fare soltanto i nomi più celebri.

Vennero presentati progetti di ogni tipo, dai più stravaganti e difficilmente realizzabili ai più classici. Un architetto progettò di costruire sopra il ponte un palazzo di tre piani cosa assai complessa da far stare in piedi e a mio parere di gusto assai discutibile.

Il Palladio propose un ponte a 5 arcate e sormontato da un tempietto classico con tanto di colonne e timpano. Questo progetto fu immediatamente scartato perchè impediva la navigazione. Non fu mai realizzato ma possiamo visualizzare come sarebbe stato grazie ad un bellissimo dipinto del Canaletto che presenta una variante a tre archi tratta dal progetto originale.

Non so cosa ne pensiate voi….ma io preferisvo quello che noi tutti conosciamo!

Su tutti gli illustri architetti ebbe la meglio Antonio da Ponte, che in qualità di proto, mediò tra diversi progetti e fece erigere nel 1592 uno dei ponti più famosi del mondo. Che dire, nel nome un destino!

Il ponte è alto 7,5 metri, è ad un’unica arcata ed è diviso in tre percorsi pedonali, due esterni dai quali si può ammirare il Canal grande, ed uno interno nel quale puoi farti spennare dai negozianti. Le tre “corsie” sono infatti separate da due file di botteghe per lo più di maschere e souvenirs. E’ interessante notare come il ponte sia stato concepito come luogo di commercio già nel progetto iniziale.

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Esiste una leggenda a proposito della costruzione del ponte. Si narra che, nonostante la maestria degli operai e la qualità del progetto di Da Ponte, per diverse settimane il ponte restò incompiuto poichè la rampa veniva eretta di giorno e distrutta la notte. Sebastiano Bortoloni, il capo cantiere, era un giovane al suo primo incarico importante. Preoccupato per le sorti della sua carriera decise di scoprire cosa capitava alla sua opera durante la notte. Al calar della sera si appostò in prossimità del cantiere, e attese di vedere cosa succedeva.

A mezzanotte sentì uno spaventoso fragore, seguito da un’agghiacciante risata e vide il ponte crollare davanti ai suoi occhi. Si presentò davanti a lui il diavolo chiedendo, in cambio della costruzione del ponte, l’anima della prima persona che l’avrebbe percorso. Il povero Bortoloni, disperato e preoccupato per l’immimente nascita del suo primo figlio, decise di accettare, convinto di riuscire in qualche modo ad imbrogliare il demonio. Il diavolo fu di parola, ed in breve tempo il ponte fu concluso.

Bortoloni aveva architettato un sistema che evitasse il sacrificio umano; al sorgere del sole avrebbe liberato un gallo sul ponte che lo avrebbe attraversato ignaro della sua triste sorte. Daltronde, l’accordo non parlava di un passante umano! Sollevato per aver trovato una soluzione, andò a cena con gli operai ed ordinò alle guardie di non fare accedere nessuno al ponte fino al suo arrivo.

Ma il demonio capì l’inganno e travestitosi da operaio andò dalla moglie di Bortoloni a dirgli di raggiungere immediatamente il marito in cantiere. Le guardie, vedendo di chi si trattava, non si opposero al passaggio della donna. Dopo qualche minuto, Bortoloni senti dei rumori in direzione del ponte, uscì a guardare e si accorse di aver perso. Chiara perse il bambino e morì di parto il giorno seguente.

Si dice che l’anima del bambino non battezzato vagò nel ponte per molto tempo e nelle notti più fredde, passando sotto il ponte lo si poteva sentire starnutire sommesamente. Un giorno un vecchio gondoliere di passaggio senti starnutire e come di consueto esclamò “salute!”. Sentì una dolce voce infantile rispondere “grazie!” e da allora, l’anima del bimbo finalmente liberata potè salire in cielo.

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Visita a San Nicolò

pubblicato: 17 Dicembre 2006

categorie: foto di venezia, arte & co.

Ieri pomeriggio ultima visita annuale con l’ormai noto (ricordate?) CTG. In realtà, probabilmente, è stata l’ultima visita in assoluto, dal momento che forse il gruppo veneziano chiuderà. Mi piange il cuore all’idea! E’ così divertente andare in giro per Venezia coi “giovani” e scoprire curiosità e aneddoti d’altri tempi.

Ieri poi, è stato divertente sentire una signora rispondere con un po’ di disappunto ad un tizio; Questo aveva chiesto alla guida quale fosse il gruppo di appartenenza e aveva sorriso nel sentirsi rispondere Centro Turistico Giovanile. Vedendo che il poveretto sghignazzava (e ne aveva tutte le ragioni) la signora prontamente gli risponde: “è giovanile…non giovane! Infatti noi siamo molto giovanili!”. Troppo forte! biggrin

La visita di ieri è stata dedicata alla chiesa di San Nicolò dei mendicoli, un’altro gioiellino veneziano fuori dai soliti itinerari turistici. E’ una delle chiese più antiche di Venezia dal momento che venne ricostruita nel 1160 (in seguito a ritrovamenti archeologici si pensa che al suo posto vi fosse una basilica paleocristiana). Come tutti gli altri edifici veneziani ha subito modifiche nel corso dei secoli, ma queste sono state piuttosto limitate forse a causa del poco interesse suscitato da una chiesetta di periferia.

Le più significative vennero apportate tra il ‘400 e il ‘600, quando la chiesa venne conformata ai canoni rinascimentali pima e controrifomisti poi. Proprio in quest’ultima occasione venne arricchita da bellissimi dipinti di artisti veneti. Il suo aspetto è rimasto pressochè inalterato ed è arrivato fino a noi grazie ad interventi di restauro novecenteschi.

Nicol

Oggi…tutti pellegrini!

pubblicato: 21 Novembre 2006

categorie: arte & co., foto bizzarre, aneddoti veneziani

Oggi tutti a casa, a Venezia è la festa della Salute! Ma no, cosa andate a pensare, non si festeggiano i mancati rafreddori di inizio stagione! Si festeggia la Madonna della Salute a cui è dedicata una delle chiese più belle e scenografiche del bacino di san Marco. La chiesa è stata costruita in seguito al voto del doge Nicoletto Contarini per fare cessare la peste del 1630-31. Per intercessione della Madonna, o per una semplice coincidenza, l’epidemia e passata…grande fortuna per noi tutti che oggi possiamo ammirare questa meraviglia! wub

Salute

Da allora i veneziani rendono omaggio alla Vergine per lo scampato pericolo con un pellegrinaggio da San Marco alla Chiesa della salute attraverso il bacino. Incredibile!!! La forza della fede li fa camminare sulle acque! -) Sarebbe davvero molto folcloristico, e se così fosse in questo giorno ci sarebbero schiere di giapponesi muniti di macchina fotografica appostati sulle rive di canali. In realtà invece è una delle poche feste a non essere assaltata dai turisti ed è vissuta con molta devozione dagli autoctoni. Come si arriva alla Salute? Ogni anno viene costruito un ponte votivo di barche…anche se chiamarle barche è un po’ azzardato. In realtà anche chiamarlo ponte è un po’ azzardato…diciamo che è un lunghissimo zatterone!

Scommetto che qualcuno di voi starà pensando: ma come, il patrono di Venezia non è San Marco? La risposta è si, il 25 Aprile si festeggia San Marco! (oggi sono molto propensa ai quiz!) Ma come tutti sappiamo, ad eccezione dei nostri politici (come le iene ci hanno più volte dimostrato), il 25 Aprile è anche la Festa della Liberazione per cui, i veneziani che non ci stavano ad essere gli unici sfigati ad avere un giorno festivo in meno, hanno ben pensato di procurarsene un’altro! -)

Naturalmente non è andata proprio così…ma il succo del discorso è proprio questo! Avrei voluto inserire una foto del bizzarro ponte ma in questi giorni non ho avuto occasione di farla per cui inserisco in alternativa una inconfutabile testimonianza della sua esistenza!

attenzione

Certo che quelli dell’actv sono proprio premurosi! wassat Anche se, dovendo essere sincera, non ho ben capito perchè sia pericolo sporgersi dal battello! Mah! Se qualcuno è a conoscenza di qualche valido motivo lasci un commento!

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