non sensopubblicato: 6 Aprile 2009categorie: varie ed eventualiA volte mi stupisco di come cose che avvengono in posti lontani e che apparentemente non hanno nulla a che fare con noi possano sconvolgerci a tal punto da farci commuovere, da far cambiare il nostro umore, da farci soffrire. Non so spiegarmi il perchè, ma sento una grande tristezza dentro di me. Non conoscevo nessuna delle persone che hanno perso la vita nella tragedia dell’Abruzzo, non ho nessun legame con quella terra, nè con quelle persone. Eppure sono qui a casa, al sicuro come dovrebbe essere nella propria abitazione, e non riesco a staccarmi dalla televisione. Sento le testimonianze dei sopravissuti e non riesco a fare a meno di piangere. Pochi secondi fa l’immagine di un cane che per tutta la notte ha cercato i propri padroni tra le rovine mi ha straziato il cuore; nessuno gli potrà spiegare che le persone che lui cerca con tanto amore sono morte seppellite da tonnellate di cemento armato. Non riesco nemmeno a spiegarmi il perchè abbia sentito il bisogno di scrivere questo post. Forse per sfogare in qualche modo la tristezza che ho dentro ed il senso di impotenza che deriva dalla consapevolezza di non poter fare nulla per quelle persone che nel giro di pochi minuti hanno perso tutto. Technorati Tags: terremoto Abruzzo, tristezza, sfogo Libertàpubblicato: 3 Aprile 2009categorie: frammenti di quotidianitàOggi ho ripreso possesso della mia vita. Dopo mesi di corse frenetiche, in cui il mio tempo è stato scandito da appelli d’esame e giornate di lezione, ho sentito il bisogno di mollare tutto per un paio d’ore. E’ stato come un richiamo irresistibile. Come se la città mi avesse invitata ad uscire e a godere del tepore primaverile. Non ho saputo resistere. Dopo 5 minuti (tempo di infilare un paio di jeans e indossare lo spolverino) ero fuori. Libera, serena, viva. Era davvero da tanto, troppo, che non mi concedevo un po’ di tempo per vivere il mio rapporto con la città. Ho camminato per due ore senza meta, infilandomi in ogni calletta, sbirciando i giardini segreti dalle fessure delle cancellate, perdendomi nel magico silenzio delle zone non frequentate dai turisti. Più camminavo e più misentivo libera, in pace con me stessa. Ad un certo punto mi sono fermata. Mi sono seduta al centro del campo di Madonna dell’Orto e ho chiuso gli occhi per qualche secondo. Ho sentito il sole riscaldare dolcemente le mie palpebre ed in quel momento è stato come se il tempo si fosse fermato. Sarei potuta restare in quella posizione per ore. Forse da domani gli impegni riprenderanno il sopravvento, ma è stato bello riprendere in mano la mia vita, anche se solo per poche ore. |