Vita da congressopubblicato: 21 Giugno 2008categorie: vita universitariaEccomi qui a raccontare, come promesso, di questa mia prima esperienza da congressista. Già il fatto di essere qui a parlarne è un dato di notevole rilievo…significa che, in un modo o nell’altro, ne sono uscita viva! Prima di tutto vediamo di rispondere alla domanda che tutti vi starete facendo (o che almeno Alberto si è fatto)… come si è conciata alla fine la Susanna? Dopo aver vagato inutilmente per negozi alla ricerca di un tailleur carino e non troppo serioso, non essendo riuscita a procurarmi una tuta di star trek (credimi Mat, l’avevo seriamente preso in considerazione) e non avendo capito che diavolo sia un geek (Mike ti prego, se stai leggendo, svelami questo mistero!) ho optato per la soluzione più semplice…vestirmi secondo il mio stile. Due abitini (uno per giornata) abbastanza eleganti e molto femminili con dei semplici sandali aperti. Immagino che sarete curiosi di vederli…eccovi accontentati: Dopo avervi mostrato come mi sono vestita io, vorrei passare ad analizzare l’abbigliamento degli altri congressisti. Innanzi tutto vorrei sottolineare che io e la persona che mi ha fatto andare nel panico dicendomi di vestirmi elegante (si si, dico proprio a te!
Abbigliamento a parte, l’esperienza è stata positiva, massacrante, ma positiva. Delle tante conferenze a cui ho assistito, alcune erano decisamente interessanti, altre sfioravano il ridicolo. Giusto per farvi un esempio, ci sono stati due interventi in cui veniva fatta spudoratamente pubblicità ad un corso di laurea e ad una scuola professionale, con tanto di enunciazione delle materie trattate e dei crediti formativi. Mi sembrava di essere ad un incontro per l’orientamento post-liceo. A parte l’inutilità della cosa visto che tra i presenti dubito ci fosse ancora qualcuno da “indottrinare”, la cosa più assurda è che ad un congresso della Società Chimica Italiana, di fronte ad un pubblico di docenti e ricercatori scientifici, questi presentavano due corsi assolutamente umanistici dove venivano dedicati alle materie scientifiche soltanto 20 crediti (da suddividere tra chimica, fisica, matematica, botanica ecc.)! Ma veniamo al motivo della mia partecipazione al congresso, la presentazione del mio poster. In realtà lui si è presentato da solo, stando appeso per due giorni nella sala di espesizione. Il mio unico compito è stato quello di trascorrere un’ora lì davanti, pronta a rispondere ad eventuali domande. Devo dire che è stato abbastanza imbarazzante stare lì impalata ad attendere il passaggio dei minuti! Senza contare poi che noi siamo stati gli unici ad aver rispettato le dimensioni indicate per la stampa dei poster (80 x 100 cm). In realtà i nostri erano addirittura più piccoli (il prof per risparmiare li ha stampati in cartoncino 60 x 80 cm) e quasi scomparivano vicino agli altri che erano in carta patinata/plastificata e di dimensioni notevolmente maggiori! Saranno stati come minimo 100 x 120 cm!!! Nonostante il suo aspetto “miserello”, il mio poster ha riscosso molto successo: è stato in assoluto il punto preferito dai congressisti che avevano intenzione di chiacchierare dei fatti propri! Era come una calamita!!! Per ben tre volte si sono piazzati lì davanti a ciaccolare del più e del meno facendo da tappo a chi magari era interessato a leggere il contenuto del poster. Scherzi a parte in molti si sono fermati a leggerne il contenuto (a giudicare dalle espressioni che alcuni di questi avevano, la mia convinzione è che, o erano molto concentrati e/o interessati, oppure avevano scordato a casa gli occhiali da vista!) ed alcuni hanno anche preso il posterino formato A4. Ora non mi resta che sperare che tutto ciò porti qualcosa di buono nella mia futura vita lavorativa! E comunque, anche se questo non dovesse succedere, mi rimarrà il ricordo di una bella esperienza. In fondo ho trascorso due giornate in ottima compagnia nelle quali ho avuto modo di unire l’utile al dilettevole; ho capito un po’ come funzionano i congressi, ho piantato qualche semino per la mia carriera futura e sopratutto mi sono concessa un po’ di sano svago tra un esame e l’altro. Che altro aggiungere…di cose da raccontare ce ne sarebbero tante, ma credo di essermi dilungata fin troppo. Una cosa però voglio dirvela; avete presente il classico maggiordomo dei romanzi gialli? L’assassino per intenderci. Ebbene, l’ho incontrato. Immaginate un elegante uomo sulla sessantina, altissimo, decisamente magro, un po’ stempiato e con leggere occhiaie; segni particolari abito nero con giacca a coda e guanti bianchi. Era uno dei camerieri dell’hotel sede decongresso ma sembrava appena uscito da un librò di Agata Christie! Vi assicuro che vederlo ciondolare per i tavoli era un pochino inquietante! E dulcis in fundo…ho beccato anche il marpione di turno! Un congressista attempato e per niente affascinante (avete presente l’uomo talpa dei Simpson?) che mi si è avvicinato strisciando (giusto per dare l’idea del viscido) ed ha cercato di attaccare bottone con un “Ciao, ti ho vista stamattina nella sala della colazione. Siamo nello stesso albergo”… brr…mi è venuta la pelle d’oca. Se solo avessi avuto un po’ più di riflessi avrei tanto voluto rispondergli “sa che potrei essere sua nipote?”. WordPress database error: [File './venezian66069/wp_comments.MYD' not found (Errcode: 2)] Commenta questo articolo |