La piadina travestita da club sandwichpubblicato: 16 Marzo 2007categorie: aneddoti venezianiA furor di popolo mi trovo a scrivere un post sui club sandwich. Spero di non avrer creato troppe aspettative ieri accenando a questo post. In realtà non ho grandi cose da dire a riguardo (o meglio, nulla di sconvolgente), e non sono sicura che il brevissimo aneddoto dell’altra sera meriti un post a se stante. Solo che ieri ero piuttosto stanca e non vedevo l’ora di andare a nanna, e così eccomi qui, pronta a disquisire allegramente su Club sandwich e ditorni! Sono sicura che tra i miei lettori ci sia almeno una persona che non ha la più pallida idea di cosa sia un club sandwich (ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale…o quasi! Il club sandwich è una specie di panino stratificato fatto con il pane tostato (tipo pane in cassetta). Può essere farcito con qualsiasi ingrediente (affettati, formaggio, verdure varie, frittata, salse, gamberi ecc.), ed in genere è molto ricco e colorato. Mi rendo conto che la mia definizione lascia un po’ a desiderare, ma a volte le cose più semplici sono le più difficili da spiegare. Per sopperire a questa scarsa spiegazione e rendere meglio l’idea, ho radunato un po’ di foto sparse per la rete. Eccone alcune:
Dite la verità, vi è venuta un po’ di acquolina in bocca eh? E’ venuta anche a me ed Andrea quando, dopo aver analizzato attentamente il menù dello Yahoo Pub ed aver visto la foto del Yahoo club sandwich, abbiamo deciso di ordinarlo. Soddisfatti della nostra scelta abbiamo atteso pazientemente la nostra ordinazione. Passava il tempo, passavano i panini, ma del nostro neanche l’ombra. Alchè, dato che mancavano meno di 10 minuti all’inizio del nostro film, Andrea ha richiamato l’attenzione del cameriere che, non so per quale ragione, ha fatto un cenno di assenso ed è andato in cucina. Cioè, so qual’è la ragione, ma non capisco perchè è schizzato subito in cucina senza avvicinarsi (coda i paglia!?!). E se avessimo voluto semplicemente ordinare qualcos’altro? A 5 minuti dall’inizio del film eccolo finalmente di ritorno con la nostra ordinazione. Andrea gli sorride e si rivolge gentilmente a lui dicendogli “scusa sai, ma ci inizia il film”. Lo ha fatto per pura cortesia dato che non aveva proprio nulla di cui scusarsi, e questo cosa risponde? “La prossima volta te lo porto cruo!” Su questa affermazione, e sul tono con cui è stata fatta, avrei molte obbiezioni:
Come se non bastasse, quello che ci ha portato, non corrispondeva nemmeno alla nostra ordinazione. Non era un club sandwich ma una grande piadina (dalla pasta durissima) divisa in 4 spicchi ed infilzata con degli stecchini di legno. Forse con quelli pensavano di spacciarla per un club sandwich? Devo dire che come camuffamento era un tantino debole!12 euro per un Yahoo Club (per due) e ci siamo ritrovati con una piadina (per uno). Abbiamo dovuto strafogarci per arrivare in tempo in sala, ed uno dei 4 spicchi (il mio) è rimasto inevitabilmente sul piatto. Technorati Tags: Club sandwich, pub, piadine, cameriere, cortesia, cinema Informatica applicata al Restauro?pubblicato: 16 Marzo 2007categorie: vita universitariaVi scrivo dall’aula informatica della facoltà di Informatica di Venezia. Sto per sorbirmi quattro interminabili ore di Informatica per il restauro, un corso che dire tappabuchi sarebbe usare un eufemismo! (dite che posso inserire la parola informatica tra le parole chiave?) Basti pensare che è un corso di 2 crediti (16 ore totali di lezione) sull’uso di Excel, Access e di un qualcosa che ha a che fare con l’elaborazione delle immagini. Essendo stata quasi costretta a frequentare il corso ECDL per il conseguimento della Patente Europea in V liceo, ho già trattato questi argomenti fino alla nausea. Come molti sapranno, per di più, la sede di informatica è in via Torino a Mestre, per cui ho anche dovuto fare una levataccia per assistere a questa utilissima lezione. Ho sonno! Non credo riuscirò a resistere fino alla fine. Due ore dopo Mi verrebbe solo da emettere incomprensibili mugugni di dissenso, ma cercherò ugualmente di partorire qualcosa di più articolato per esprimere il mio stato d’animo. Due ore di spiegazione delle funzioni base di Access… ho quasi toccato il fondo. Per fortuna è arrivato l’ometto con i moduli di valutazione dei prof a salvarmi. Oh no… rincomincia. Uffa, si stava così bene in giardino. Guardate qua e giudicate voi! Quell’insana mania tutta italianapubblicato: 15 Marzo 2007categorie: aneddoti veneziani, varie ed eventualiIeri serata cinema! Mi rendo conto che dicendo cosa sono andata a vedere ho una buona probabilità di perdere qualche lettore, ma voglio rischiare! Tatatatatatata… rullo di tamburi! Sono andata a vedere “Ho voglia di te”, il film tratto dall’omonino best seller di Federico Moccia. Ci terrei a precisare che sono andata al cinema a vedere il film e non a vedere Scamarcio, visto che tutti sembrano impazziti per questo ragazzo! E proprio per evitare la Scamarcio-mania ci siamo ben guardati dall’andare al cinema nei primi giorni dall’uscita del film. Il Warner Village il 9 era praticamente assediato da ragazzine adoranti. Lo ricordo bene perchè quel giorno siamo andati a vedere “Borat”, che tra parentesi, non vi consiglio proprio. Quella sera dopo la proiezione sono andata nel bagno delle donne (scommetto che nessuno si meraviglierà di questo), per antonomasia sempre pieno, e mi sono stupita nel trovarlo completamente deserto. Ma una volta uscita ho appreso la realtà dei fatti, o meglio ho avuto uno scontro frontale con la realtà dato che sono stata travolta da un esercito di ragazzine urlanti. E indovinate un po’ quale film era appena finito nella sala accanto alla nostra? Scamarcio a parte, ho deciso di andare a vedere il film dopo aver letto il libro. Dopo anni ed anni di delusioni, dovrei aver imparato che i film non sono mai all’altezza dei libri dai quali sono stati tratti. Questo perchè un film non potrà mai avvicinarsi minimamente a quello che ti sei creato con la tua fantasia durante la lettura. In realtà sarebbe anche possibile se solo i registi (o gli sceneggiatori) si attenessero un po’ di più alla trama originale. E invece no, devono sempre modificare qualcosa e, cosa che mi fa impazzire, devono sempre trasformare una qualsiasi trama in cui sia presente una storia d’amore in un polpettone sentimentale. Questa è una mania tutta italiana! Il libro è molto coinvolgente anche perchè non si limita a descrivere la storia tra i due protagonosti, ma affronta anche altre tematiche. Nel film è stato fatto un lavoro di questo tipo: estrapoliamo la storia d’amore, la riduciamo all’osso snaturalizzandola e facendola sembrare una tresca adolescenziale ed eliminiamo tutto il resto! Devo dire che però rispetto al precedente ”Tre metri sopra il cielo” (che ho visto l’altro giorno sempre dopo aver letto il libro…oh mamma, ho fatto una specie di preoccupante overdose di Moccia ultimamente!) sono migliorati parecchio! Il primo infatti, oltre ad essere ancora più “polpettone”, era popolato da attori talmente scadenti che chiamarli tali sarebbe un’offesa al cane Rex (che detto tra noi è molto più espressivo di Katy Saunders alias Babi). Insomma, il film non mi è piaciuto! Sarà perchè me n’ero creata uno tutto mio (molto più bello) nel corso della lettura, sarà che sono state tagliate proprio le parti del romanzo che mi erano piaciute di più, sarà che hanno modificato delle cose che per me erano importanti per comprendere il senso stesso della storia…ma è stato una delusione (anche se in realtà me lo aspettavo)! Una cosa è certa: se l’avessi saputo prima avrei evitato di strafogarmi con quella piadina travestita da club sandwich* per arrivare in sala prima dell’inizio del film! * Per ulteriori dettagli sulla piadina vedi post di domani! Technorati Tags: cinema, film, Ho voglia di te, Tre metri sopra il cielo, polpettone, Scamarcio, Federico Moccia, libro, Warner Village
Prendiamo il vaporino?pubblicato: 13 Marzo 2007categorie: aneddoti venezianiAvete mai notato come può cambiare l’efficacia di una parola a seconda della persona che la pronuncia? Una medesima parola o frase può esprimere simpatia o antipatia (…come nel caso di una battuta mal riuscita), gioia o dispiacere (…come una frase mal interpretata). Ogni parola possiede mille sfumature che possono essere messe in luce a questa o quella persona. Quante volte ho sentito uscire dalla tenera boccuccia dei bambini frasi come queste: “Mamma, ora prendiamo il vaponino vero?” “Oh (stupore)…il vaporino!!!” “Ma il nostro vaponino quando arriva?” E quanta tenerezza mi ha fatto sentire quelle vocine. Per i bimbi il mezzo di trasporto pubblico veneziano non è il vaporetto…ma il vaporino! Ogni volta che ho sentito una di quelle frasi non ho potuto fare a meno di sorridere. Ma oggi non ho provato quelle stesse cose sentendo pronunciare quest’altra frase: “Si mammina, ora prendo il vaporino e vengo a cena” Cosa la differenzia dalle altre? Che questa è stata pronunciata da un uomo di almeno 40 anni con tanto di auricolare, abito elegante e ventiquattrore. Mi è passato accanto mentre, di rientro dalla palestra, camminavo ascoltando distrattamente i rumori della città. Mi è sfuggito un sorriso, ma questa volta più che dalla tenerezza è stato generato dal divertimento. La parola vaporino uscendo dalla bocca di quell’omone vestito di tutto punto aveva un che di ridicolo. Sorvoliamo sul “mammina” che poi è stata la ciliegina sulla torta! Ah, a proposito, ieri il mio VAPORINO è andato in avaria e noi tutti passeggeri siamo stati costretti a scendere a piazzale Roma e aspettarel’arrivo di un nuovo mezzo. Ci ho messo una decina di minuti a capire quale fosse il motivo di quella discesa forzata e ci sono riuscita non per merito dei marinai ma per l’intenso odore di gomma bruciata che proveniva dalla barca. Piccola disavventura che mi ha procurato 15 minuti di ritardo a lezione. ACTV…non sarebbe ora di rinnovare il parco macchine? Technorati Tags: Venezia, vaporetto, parole, palestra, aneddoti, bambini |