E’ proprio necessario interagire?pubblicato: 27 Febbraio 2007categorie: vita universitariaIo mi domando perchè dopo una giornatina così, ho ancora voglia di scrivere un post. Scusate la brutale citazione della pubblicità delle torte “versa e inforna” cameo, ma non ho resisito. E visto che ci sono ne aprofitto per rispondere alla domanda di quella premurosa mamma in carriera: forse perchè non devi alzare un dito ne sporcare un recipiente per prepararla!?! Forse perchè devi solo fare lo sforzo di aprire la busta e versare in uno stampo!?! Mamma snaturata che non sei altro! Ma che, si danno quelle schifezze ai propri bambini? Chiusa questa piccola parentesi sull’assurdità di certi spot pubblicitari torniamo alla MIA giornatina. Stamattina sono stata all’università e mi sono sorbita due ore di chimica fisica. Ebbene sì, da ieri sono riprese le lezioni. Ho conosciuto solo due professori dei sette che dovrò frequentare questo semestre ma ho già capito che sarà un durissimo e lungo periodo. I due prof in questione appartengono ad una delle peggiori categorie, quella dei professori che vogliono interagire con gli studenti! Non c’è cosa peggiore. Perchè questa interazione poi si riduce ad una carrellata di domande che creano un’atmosfera di terrorismo in aula. Vorrei tanto spiegare a queste persone che non è quello il modo di interagire con noi studenti! Il prof. Pinco ad esempio sistema il lucido da proiettare sullo schermo e lo copre, scoprendolo poco a poco soltanto se rispondiamo alle sue domande. Il problema è che non si limita a due o tre domande, ma ne fa decine e decine! Praticamente tutta la lezione è fatta di domande e… interminabili silenzi. Si perchè, come voi tutti saprete, in questi casi si tende a non rispondere anche quando si conoscono le risposte. Ad ogni domanda, inevitabilmente vedi una quarantina di persone intente a fare qualcosa; C’è chi guarda a terra, chi prende appunti (o meglio fa finta di prendere appunti visto che se il prof. non parla non ci sarebbe nulla da appuntare), chi si controlla un taglietto sul dito e poi ci sono i miei preferiti, quelli che si massaggiano le tempie come in preda ad un terribile mal di testa (della serie, sto male, lasciatemi in pace!). La prof. Pallina invece interagisce con un’altro stile. Lei fa le domande e conoscendo bene la risposta che vorrebbe sentirsi dare, non accetta alternative. Infondo lei è un’umanista, e forse non si aspetta molto da noi “scienziati”. Per cui dopo un’estenuante discussione sul tema “l’archeologia è o non è una scienza” ci siamo arresi a darle ragione: è una scienza. O almeno fino al giorno dell’esame, poi torneremo a considerarla per quello che è, una disciplina che si appoggia alla scienza. Ma perchè devono rendere angoscianti le lezioni? Noi studenti vorremo soltanto starcene lì sui nostri banchi, tranquilli a prendere appunti, ascoltare o fare finta di farlo mentre si sta pensando a tutt’altro, senza la preoccupazione di essere improvvisamente interrogati! Sia ben chiaro, non sono contraria all’interazione tra studenti e professori in aula, anzi, prima di frequentarla avevo una concezione molto più “romantica” dell’università basata sullo scambio e sul confronto. Credo però che questa interazione debba avvenire in modo molto più naturale e senza forzature. Per cambiare argomento e riprendere il filo iniziale del discorso, la mia giornatina si è conclusa con un’ora di aerobica di tonificazione. Sono praticamente morta per cui credo proprio che andrò a nanna! Buona notte a tutti! Technorati Tags: Venezia, università, interazione, professori, Pinco Pallino, pubblicità WordPress database error: [File './venezian66069/wp_comments.MYD' not found (Errcode: 2)] Commenta questo articolo |