La lunga strada verso casapubblicato: 22 Dicembre 2006categorie: la mia terra, aneddoti venezianiFinalmente sono a casa… la mia casa! Dopo un’avventuroso viaggio sono tornata nella mia bella terra dove trascorrerò le vacanze di Natale per ritrovare un po’ di tranquillità e passare un po’ di tempo con la mia famiglia. Come sempre, raggiungere la Sardegna è stato una vera impresa. Per darvi l’idea della difficoltà del viaggio basti pensare che sono partita da Venezia alle 10 e sono arrivata a casa alle 22:00. Vi illustrerò qualche tappa fondamentale del tour. Ore 10:08 Usciamo di casa rendendoci conto di aver soltanto 12 minuti per raggiungere la stazione. E’ troppo tardi; il vaporetto è perso. Bisognerà farsela a piedi. O meglio… bisognerà farsela DI CORSA! Questo piccolo cambio di programma ha comportato non pochi problemi. Come potrete facilmente immaginare, correre con valigioni e bagagli quando si è in ritardo non è molto divertente. Tant’è che mi sono sentita malissimo. Sono salita sul treno agonizzante, respirando a fatica e con l’impressione di stare per svenire. Dovevo avere davvero una pessima cera perchè anche il controllore si è preoccupato e per evitare di farci attraversare 6 vagoni con i bagagli ci ha trovato due posti liberi in quello dove siamo saliti. In realtà poi, i posti che ci aveva dato non erano affatto liberi dal momento che sono venute tre persone a reclamarli. Ma ormai il controllore aveva deciso di prenderci sotto la sua ala protettiva per cui li ha liquidati tutti. Per fortuna abbiamo trovato uno dei pochi dipendenti di trenitalia gentili. Ogni volta che passava per vagone mi dava una carezza paterna sul capo e mi chiedeva se stavo meglio! E poi dicono che le lacrime non servono a nulla! Ore 13:05 Arrivati alla stazione di Milano centrale, come da nostra abitudine, abbiamo vagato un po’ prima di riuscire ad imboccare la strada giusta per le navette. Quando finalmente siamo arrivati davanti alla fermata del pulman con grande disappunto abbiamo notato che era già pieno zeppo. Attesa di 20 minuti prima che arrivasse l’altra. All’arrivo della navetta uno dei gestori ha iniziato a sbraiatare “se non salite tutti sopra al marciapiede non lo faccio avvicinare!” Una folla accalcata ha eseguito brontolando gli ordini dell’ometto e poi finalmente siamo riusciti a prendere posto anche se a fatica visti gli spintoni della gente. Arrivati a destinazione abbiamo fatto una breve sosta panino al bar dell’aeroporto. Vi assicuro che devo ancora digerirlo! Ore 15:00 Finalmente l’imbarco. Ma prima ho dovuto superare l’ostacolo rulli. Eh si, perchè dopo gli attentati di Londra è diventato quasi impossibile superarli senza problemi. Altre volte mi era toccato di togliere gli stivali, aprire borsa, tirare fuori il computer. Questa volta niente di tutto ciò… ho semplicemente dovuto lasciare lì la bottiglietta d’acqua appena iniziata. L’ho anche assaggiata davanti a lui per dimostrargli che non era nulla di pericoloso ma mi è stato detto: “se vuole può berla tutta ora, altrimenti la lascia qui!”. Ma stiamo scherzando??? Avrei un paio di cose da obbiettare: 1- Ma secondo lui…se avessi voluto berla tutta insieme, non l’avrei fatti prima? Ore 16:40 L’aereo atterra all’aeroporto di Fertilia con qualche minuto di ritardo. Appena scesa ho sentito subito l’aria di casa…l’aria di Sardegna! Un po’ provata dal viaggio ma felice perchè finalmente a casa mi dirigo verso il rullo ed attendo la mia valigia! Come sempre si fa attendere un po’. Una volta recuperata… di corsa a prendere l’autobus per Alghero, lì ci attendevano i miei genitori. Pensavo di avere finalmente la strada spianata e invece no perchè l’autobus era già partito. Erano le 17:03…secondo l’orario sarebbe dovuto partire alle 17:00. Generalmente gli orari sono abbastanza flessibili perchè sono corse sincronizzate con l’arrivo di determinati voli per cui se il volo arriva in ritardo, anche l’autobis parte un po’ in ritardo. Ma il caso ha voluto che proprio alle 17:25 l’autista dovesse trovarsi ad Alghero per il viaggio di rientro per cui è partito senza attendere troppo. Ore 18:10 Dal momento che i miei genitori hanno avuto qualche difficoltà a raggiungere Alghero per via di una frana nella strada principale (della serie…per non farci mancare nulla), abbiamo dovutoattendere il sucessivo autobus; quello delle 18:10. So che state pesando a quanto sia folle che passi un autobus ogni ora….ma purtroppo questi sono i grandi vantaggi dell’abitare in Sardegna. Per fortuna il secondo era già lì ed fatto di essere seduta sull’autobus mi ha tranquillizzata; almeno c’era! Ore 18:30 Ancora nessuna traccia dell’autista. Questo arriva alle 18:50 dicendo di essere obbligato ad aspettare l’arrivo del volo (guardacaso in ritardo) e la fine della consegna bagagli. Eh beh, mi pare giusto, quando non sono io a trarne beneficio si rispettano rigorosamente gli obblighi! Dopo tante peripezie, finalmente alle 19:30 siamo saliti in auto con i miei. e ci siamo incamminati verso Bosa. Ma come se non bastasse, non avendo dimestichezza con l’alternativa a quella chiusa per la frana, abbiamo preso la strada sbagliata. Morale della favola: sono arrivata a casa alle 22:00, distrutta e con una nausea tremenda a causa delle tantissime curve. Dopo una giornata mi sono più o meno ripresa, anche se ho i 3/4 dei muscoli del corpo doloranti. Volevo avvisarvi che per vari motivi (mancanza di ADSL, impegni famigliari ecc.) non potrò aggiornare tanto spesso il blog. Cercherò di fare il possibile e nel caso non ci dovessi riuscire…prenderò appunti in modo da potervi raccontare al mio ritorno! 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