Susanna VS ferro… FERRO BATTUTO!pubblicato: 11 Dicembre 2006categorie: vita universitaria, frammenti di quotidianitàQualcuno dice che nella vita bisognerebbe sempre prendere al volo le occasioni che ti permettono di imparare qualcosa. Potevo io lasciarmi sfuggire la possibilità di imparare a lavorare il ferro battuto? Naturalmente no! Stamattina ho tirato fuori il piccolo fabbro che c’è in me e mi sono fiondata all’isola di San Servolo assieme ai miei compagni di facoltà. Ma andiamo per ordine! Tutto è iniziato lo scorso martedì quando quattro fabbri tedeschi sono venuti a visitare il nostro laboratorio di restauro incuriositi dalla conservazione dei metalli. Vi chiederete cosa ci facciano dei fabbri tedeschi a Venezia. I quattro vichinghi hanno lasciato la terra di Thor per frequentare un corso di lavorazione del ferro antico nell’isola di San Servolo. La cosa è stata piuttosto divertente perchè loro non capivano una parola di italiano e la maggior parte di noi non capiva una parola di tedesco. Un nostro compagno madrelingua ha fatto da interprete o almeno ci ha provato visto che dopo un po’ il tedesco ha preferito parlare in inglese! Non potevamo assolutamente rifiutare! Sia perchè sembravano davvero felici all’idea di mostrarci il loro lavoro e sia perchè questo ci avrebbe permesso di fare una bella gitarella fuori porta. Loro erano davvero dei personaggi! Dei simpaticoni che sicuramente non dicono di no ad un bicchierino di vino (o un boccale di birra vista la privenienza) di tanto in tanto! L’isola di San Servolo poi, è un posto incantevole! In origine era territorio monastico in quanto ospitava un importante monastero benedittino. Nel 1700 gli edifici religiosi vennero adibiti ad ospedale e sucessivamente a manicomio. Tutt’ora San Servolo è conosciuto dai veneziani come l’isola dei matti. Raggiungere l’isola è molto semplice, basta prendere il vaporetto n°20 dall’imbarcadero di San Zaccaria. L’unico problema è che bisogna informarsi prima sugli orari perché parte un battello ogni 50 minuti. Una volta arrivati si può passeggiare tranquillamente nell’immenso parco dell’isola o visitarne le strutture (la chiesa barocca e prossimamente il museo). C’è un’atmosfera incantata…rilassante ma meditativa al tempo stesso! Non a caso attualmente è diventata un centro multiculturale essendo sede dell’università internazionale di arti e mesteri.
Varcata la soglia della fornace mi sono sentita catapultare indietro nel tempo. Mi è sembrato di entrare nella bottega dei fabbri medievali che forgiavano le spade per i cavalieri! Dopo un breve tour nel laboratorio abbiamo potuto vedere i 4 crucchi all’opera. Tre di loro erano intenti nella creazione di un martello perché, dovete sapere, che ogni fabbro che si rispetti si prepara da se i propri strumenti. Devo dire che questo primo “spettacolo” è stato un po’ inquietante; uno teneva fermo sull’incudine un parallelepipedo di ferro incandescente e gli altri due, a turno, ci battevano sopra con un martello. Lo facevano con una tale forza che non oso nemmeno immaginare a cosa sarebbe capitato al povero malcapitato che teneva fermo il pezzo se questi avessero sbagliato mira. Di una cosa sono certa: io non starei mai e poi mai al suo posto! La seconda dimostrazione è stata più tranquilla. Il quarto fabbro ci ha mostrato come fare un nodo-portachiavi a partire da un bastoncino di ferro. Fantastico! Piegava e plasmava il metallo come se fosse plastilina. Finito di lavorare al suo oggetto ci porge dei bastoncini di ferro ed esclama: “provate, tanto ora sapete come si fa!”. Emmm…cosa? E da dove si inizia? Pensiero comune: E che ce vo’! Un po’ titubante prendo il mio bastoncino e lo scaldo per bene alla fiamma fino a portarlo al calore arancione. Inizio a batterlo cercando di dargli una forma più o meno sensata. Wow…mi sento la reincarnazione di Efesto! Dopo qualche minuto di lavorazione osservo il mio pezzo; ops…non assomiglia molto a quello che stava creando lui. Ma com’è che quando lo faceva lui sembrava un gioco da ragazzi? Batti qua, scalda la…e dopo un paio d’ore il mio bel nodino è pronto. Ciò che a me a richiesto due orette…è stato da lui eseguita in poco più di 5 minuti (ci avrebbe messo molto meno se non avesse perso tempo a spiegare). Non è proprio bello come quello che ha fatto lui, ma per lo meno si vede che è un nodo! Technorati Tags: San Servolo, ferro battuto, fabbro, tedeschi WordPress database error: [File './venezian66069/wp_comments.MYD' not found (Errcode: 2)] Commenta questo articolo |