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Living in Venice » 2006 » Dicembre

Buon Natale

pubblicato: 26 Dicembre 2006

categorie: varie ed eventuali

E così anche questo Natale è trascorso, con tutte le sue gioie e le sue tradizionali abitudini:

  • Fare l’albero più allegro e delicatamente kitsch possibile;
  • Scartare i regali con tutta la famiglia riunita nonostante ci siano alcuni membri distrattori che mettono fretta;
  • Osservare come ore ed ore di lavoro dedicate ad impachettare i regali di (e per) tutta la famiglia vengano distrutte in meno di mezz’ora;
  • Fare una scorpacciata di ravioli e agnello/porcetto arrosto;
  • Fare una partita ad uno dei tanti giochi da tavola a disposizione.

Il nostro Natale è quasi un rituale, al centro del quale stà il nostro originalissimo albero. Potevamo comperare un abete…procurarci un pino…o al limite un cipresso. E invece no, ormai da anni abbiamo scelto lui, il nostro albero ufficiale: la roverella sarda. Ormai in vigna abbiamo un albero di fiducia da cui attingere con un po’ di ordinaria potatura. Anno dopo anno l’esemplare scelto è sempre meno dritto, simmetrico e regolare. Ma a noi piace così! wink Pubblico la foto del nostro alberello (mica tanto -ello, è alto quanto il soffitto!), ditemi voi se non è carino! O almeno originale!

natale

happy Con questa immagine voglio augurarvi un felice Natale…anche se un po’ in ritardo! Mi auguro che sia stato per tutti un giorno speciale.

lol BUONE FESTE!!!! lol

La lunga strada verso casa

pubblicato: 22 Dicembre 2006

categorie: la mia terra, aneddoti veneziani

Finalmente sono a casa… la mia casa! Dopo un’avventuroso viaggio sono tornata nella mia bella terra dove trascorrerò le vacanze di Natale per ritrovare un po’ di tranquillità e passare un po’ di tempo con la mia famiglia. Come sempre, raggiungere la Sardegna è stato una vera impresa. Per darvi l’idea della difficoltà del viaggio basti pensare che  sono partita da Venezia alle 10 e sono arrivata a casa alle 22:00. Vi illustrerò qualche tappa fondamentale del tour.

Ore 10:08

Usciamo di casa rendendoci conto di aver soltanto 12 minuti per raggiungere la stazione. E’ troppo tardi; il vaporetto è perso. Bisognerà farsela a piedi. O meglio… bisognerà farsela DI CORSA! Questo piccolo cambio di programma ha comportato non pochi problemi. Come potrete facilmente immaginare, correre con valigioni e bagagli quando si è in ritardo non è molto divertente. Tant’è che mi sono sentita malissimo. Sono salita sul treno agonizzante, respirando a fatica e con l’impressione di stare per svenire.

pouty

Dovevo avere davvero una pessima cera perchè anche il controllore si è preoccupato e per evitare di farci attraversare 6 vagoni con i bagagli ci ha trovato due posti liberi in quello dove siamo saliti. In realtà poi, i posti che ci aveva dato non erano affatto liberi dal momento che sono venute tre persone a reclamarli.

Ma ormai il controllore aveva deciso di prenderci sotto la sua ala protettiva per cui li ha liquidati tutti. Per fortuna abbiamo trovato uno dei pochi dipendenti di trenitalia gentili. Ogni volta che passava per vagone mi dava una carezza paterna sul capo e mi chiedeva se stavo meglio! E poi dicono che le lacrime non servono a nulla! wink

Ore 13:05

Arrivati alla stazione di Milano centrale, come da nostra abitudine, abbiamo vagato un po’ prima di riuscire ad imboccare la strada giusta per le navette. Quando finalmente siamo arrivati davanti alla fermata del pulman con grande disappunto abbiamo notato che era già pieno zeppo. Attesa di 20 minuti prima che arrivasse l’altra.  getlost

All’arrivo della navetta uno dei gestori ha iniziato a sbraiatare “se non salite tutti sopra al marciapiede non lo faccio avvicinare!” Una folla accalcata ha eseguito brontolando gli ordini dell’ometto e poi finalmente siamo riusciti a prendere posto anche se a fatica visti gli spintoni della gente. Arrivati a destinazione abbiamo fatto una breve sosta panino al bar dell’aeroporto. Vi assicuro che devo ancora digerirlo!

Ore 15:00

Finalmente l’imbarco. Ma prima ho dovuto superare l’ostacolo rulli. Eh si, perchè dopo gli attentati di Londra è diventato quasi impossibile superarli senza problemi. Altre volte mi era toccato di togliere gli stivali, aprire borsa, tirare fuori il computer.

Questa volta niente di tutto ciò… ho semplicemente dovuto lasciare lì la bottiglietta d’acqua appena iniziata. L’ho anche assaggiata davanti a lui per dimostrargli che non era nulla di pericoloso ma mi è stato detto: “se vuole può berla tutta ora, altrimenti la lascia qui!”. Ma stiamo scherzando???  Avrei un paio di cose da obbiettare: wassat

1- Ma secondo lui…se avessi voluto berla tutta insieme, non l’avrei fatti prima?
2- Cosa potrei fare con una bottiglietta d’acqua? Affogare il pilota?
3- Tante storie per una bottiglietta…e poi non mi hanno neanche chiesto la carta d’imbarco!

Ore 16:40

L’aereo atterra all’aeroporto di Fertilia con qualche minuto di ritardo. Appena scesa ho sentito subito l’aria di casa…l’aria di Sardegna!  Un po’ provata dal viaggio ma felice perchè finalmente a casa mi dirigo verso il rullo ed attendo la mia valigia! Come sempre si fa attendere un po’.  Una volta recuperata… di corsa a prendere l’autobus per Alghero, lì ci attendevano i miei genitori. Pensavo di avere finalmente la strada spianata e invece no perchè l’autobus era già partito.  blink

Erano le 17:03…secondo l’orario sarebbe dovuto partire alle 17:00. Generalmente gli orari sono abbastanza flessibili perchè sono corse sincronizzate con l’arrivo di determinati voli per cui se il volo arriva in ritardo, anche l’autobis parte un po’ in ritardo. Ma il caso ha voluto che proprio alle 17:25 l’autista dovesse trovarsi ad Alghero per il viaggio di rientro per cui è partito senza attendere troppo.  pouty

Ore 18:10

Dal momento che i miei genitori hanno avuto qualche difficoltà a raggiungere Alghero per via di una frana  nella strada principale (della serie…per non farci mancare nulla), abbiamo dovutoattendere il sucessivo autobus; quello delle 18:10. So che state pesando a quanto sia folle che passi un autobus ogni ora….ma purtroppo questi sono i grandi vantaggi dell’abitare in Sardegna. Per fortuna il secondo era già lì ed fatto di essere seduta sull’autobus mi ha tranquillizzata; almeno c’era! happy

Ore 18:30

Ancora nessuna traccia dell’autista. Questo arriva alle 18:50 dicendo di essere obbligato ad aspettare l’arrivo del volo (guardacaso in ritardo) e la fine della consegna bagagli. Eh beh, mi pare giusto, quando non sono io a trarne beneficio si rispettano rigorosamente gli obblighi!

Dopo tante peripezie, finalmente alle 19:30 siamo saliti in auto con i miei. e ci siamo incamminati verso Bosa. Ma come se non bastasse, non avendo dimestichezza con l’alternativa a quella chiusa per la frana, abbiamo preso la strada sbagliata. Morale della favola: sono arrivata a casa alle 22:00, distrutta e con una nausea tremenda a causa delle tantissime curve. Dopo una giornata mi sono più o meno ripresa, anche se ho i 3/4 dei muscoli del corpo doloranti. unsure

Volevo avvisarvi che per vari motivi (mancanza di ADSL, impegni famigliari ecc.) non potrò aggiornare tanto spesso il blog. Cercherò di fare il possibile e nel caso non ci dovessi riuscire…prenderò appunti in modo da potervi raccontare al mio ritorno! lol

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Petizione natalizia

pubblicato: 19 Dicembre 2006

categorie: varie ed eventuali

Dovete scusarmi se negli ultimi tempi sono sempre meno presente nel mio (e nei vostri) blog ma sono superimpegnata con l’università. A pochi giorni da Natale mi ritrovo a preparare una interminabile presentazione powerpoint per un corso di laboratorio. sad

I giorni prima di Natale, o meglio della mia partenza per le vacanze, sono sempre così: pieni e frenetici. Sì perché, dal momento che gli impegni universitari si protraggono quasi fino alla vigilia, mi ritrovo 3000 cose da fare e pochissimo tempo per realizzarle. Ma chi ha detto che l’università richiede una minore frequenza rispetto al liceo? Io sono sempre là! wassat

Nonostante gli impegni, il tempo per le cose importanti si trova. Quest’oggi voglio porre alla vostra attenzione il dramma di un uomo che tutti noi conosciamo. Parlo di quel caro vecchietto che ha allietato la nostra infanzia con il suo pancione tondo, il suo abito rosso ed il suo “Oh oh oh”. lol

Se non avete ancora capito a chi mi riferisco, sarò più materialista; parlo del caro nonnetto che ogni 25 Dicembre si cala dal camino con un sacco pieno di regali da mettere sotto l’albero. Parlo di Babbo Natale! happy

Il povero babbo da un po’ di tempo deve subire umiliazioni di tutti i tipi: da registi dalla dubbia moralità che lo scelgono come protagonista di film hard…a bellone che in TV vestono i suoi panni; da spot pubblicitari che lo ridicolizzano… a maestre che dicono ai bambini che non esiste. ermm

La cosa più denigrante per il povero babbo non avviene in TV o al cinema ma nelle strade delle nostre città. Se non ci credete guardate lo foto che ho inserito alla fine del post e ditemi se non ho ragione! E’ arrivata l’ora di rendere giustizia a questo vecchietto! Basta con babbi-sacco appesi alle pareti delle nostre case nelle pose più disparate. Basta con Babbi Natale volanti che sembrano impiccati! blink

Visita a San Nicolò

pubblicato: 17 Dicembre 2006

categorie: foto di venezia, arte & co.

Ieri pomeriggio ultima visita annuale con l’ormai noto (ricordate?) CTG. In realtà, probabilmente, è stata l’ultima visita in assoluto, dal momento che forse il gruppo veneziano chiuderà. Mi piange il cuore all’idea! E’ così divertente andare in giro per Venezia coi “giovani” e scoprire curiosità e aneddoti d’altri tempi.

Ieri poi, è stato divertente sentire una signora rispondere con un po’ di disappunto ad un tizio; Questo aveva chiesto alla guida quale fosse il gruppo di appartenenza e aveva sorriso nel sentirsi rispondere Centro Turistico Giovanile. Vedendo che il poveretto sghignazzava (e ne aveva tutte le ragioni) la signora prontamente gli risponde: “è giovanile…non giovane! Infatti noi siamo molto giovanili!”. Troppo forte! biggrin

La visita di ieri è stata dedicata alla chiesa di San Nicolò dei mendicoli, un’altro gioiellino veneziano fuori dai soliti itinerari turistici. E’ una delle chiese più antiche di Venezia dal momento che venne ricostruita nel 1160 (in seguito a ritrovamenti archeologici si pensa che al suo posto vi fosse una basilica paleocristiana). Come tutti gli altri edifici veneziani ha subito modifiche nel corso dei secoli, ma queste sono state piuttosto limitate forse a causa del poco interesse suscitato da una chiesetta di periferia.

Le più significative vennero apportate tra il ‘400 e il ‘600, quando la chiesa venne conformata ai canoni rinascimentali pima e controrifomisti poi. Proprio in quest’ultima occasione venne arricchita da bellissimi dipinti di artisti veneti. Il suo aspetto è rimasto pressochè inalterato ed è arrivato fino a noi grazie ad interventi di restauro novecenteschi.

Nicol