Sintomi da alienazionepubblicato: 29 Novembre 2006categorie: vita universitariaEccomi qua a scrivere un post liberatorio prima di infilarmi sotto le coperte! A dire il vero sono talmente stanca che non mi dispiacerebbe andare subito a nanna, ma faccio questo piccolo sforzo per il bene del blog! Dopo la quinta giornata trascorsa a pulire un candelabro del 1800 inizio a comprendere meglio il concetto di alienazione! Ora capisco cosa deve aver provato il povero Charlie Chaplin nel film tempi moderni! L’utilità del lavoro di pulitura? E’ dall’inizio del laboratoro che me lo domando! Tutto ciò avrebbe un senso se ci permettessero di applicare un protettivo sulle parti pulite…ma sarebbe troppo logico per cui: il protettivo verrà applicato a lavoro ultimato! :-/ Ma riuscire ad ultimarlo è molto difficile se lui continua a riossiodarsi, per cui credo che la cosa andrà avanti a tempo indeterminato! E’ come un cane che si morde la coda! Vi starete domandando tutti di cosa diavolo sto parlando!
Quando finalmente la “candelabrodissea” terminerà, e spero con tutto il cuore che questo accada domani perché se no potrei far fare una brutta fine a quel coso, potrò dedicarmi a pentoline e stampi da budino. Beh, non è che la mia vita cambierà radicalmente quando questo accadrà, ma data la monotonia operativa delle ultime settimane, anche cambiare un guanto diventerebbe un’avventura entusiasmante! All’idea di dovere restaurare nei prossimi giorni gli oggetti da cucina mi viene da fare una considerazione al limite del filosofico: saranno anche appartenuti ai Savoia… avranno anche un paio di secoli di storia… avranno anche contribuito alla realizzazione di meravigliosi banchetti regali…ma sempre stoviglie sono! Scusate per la scordinazione linguistica di questo post ma i miei neuroni sono momentaneamente assenti; credo siano rimasti in laboratorio a sorvegliare il candelabro. Buona notte a tutti WordPress database error: [File './venezian66069/wp_comments.MYD' not found (Errcode: 2)] Commenta questo articolo |