Voglia di pasticciare…pubblicato: 12 Novembre 2006categorie: ricetteUn’altra cosa che adoro fare oltre a scrivere è cucinare, e la cosa che in assoluto mi piace di più è preparare dolci. Sin da quando ero piccina rompevo le scatole alla mamma per farmi dare un pezzetto d’impasto da pasticciare…e me la prendevo a male quando si rifiutava di mettere il mio raviolo (ripetutamente cadutomi per terra) in pentola con gli altri fatti da lei. Col tempo sono migliorata ed ora penso di cavamela abbastanza bene in cucina. Questo pomeriggio, in preda al raptus del pasticcere, ho deciso di utilizzare le buonissime nocciole regalatemi dai genitori di Andrea per preparare una torta. Per inciso: il raptus del pasticcere è una voglia improvvisa e irrefrenabile di fare dolci che ogni tanto mi prende e mi costringe a stravolgere la cucina per soddisfarla.
Missione compiutapubblicato: 12 Novembre 2006categorie: frammenti di quotidianitàPiccolo aggiornamento per tutti coloro si fossero appassionati alla vicenda delle olive in salamoia: la missione è stata portata a termine; nel giro di un’oretta è stato raccolto ben…uno scolapasta di olive! Propongo un minuto di raccoglimento per le olive! Tra un mesetto si potrà assaggiare il frutto di questa dura giornata di lavoro. Dovete sapere che da me in Sardegna c’è un modo di dire riguardante questo frutto: Su risu e sa melagranada (= il riso della melagrana). Il detto, che descrive una risata un po’ eccessiva, è nato proprio dall’osservazione di questi frutti che, quando sono maturi, si spaccano facendo intravedere i chicchi rossi! E’ questo il sorriso che ho visto! Questo episodio mi permette di fare una piccola osservazione sulle usanze dei veneziani. Una cosa che io non capirò mai è il perché in questa zona alcuni frutti restino negli alberi anche dopo aver raggiunto la maturazione! Nei giardini di Venezia e dintorni non è raro vedere alberi carichi di bellissimi frutti (cachi, nespole… ) che finiscono per marcirvi. Ma perché? |